Enter your keyword

COMMERCIO EQUO E SOLIDALE: LO STATO DEL’ARTE IN SVIZZERA

COMMERCIO EQUO E SOLIDALE: LO STATO DEL’ARTE IN SVIZZERA

COMMERCIO EQUO E SOLIDALE: LO STATO DEL’ARTE IN SVIZZERA

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando, nel 1946, Ten Thousands Villages iniziò ad importare negli Stati Uniti prodotti artigianali in juta e ricami punto croce da Porto Rico; tali prodotti venivano poi venduti nelle Fiere e nelle Chiese, costituendo di fatto il primo embrione di quello che oggi conosciamo come Commercio Equo e Solidale.

Per trovare le prime tracce Europee di Fair Trade, dobbiamo spostarci verso la fine degli anni ’50, quando Oxfam, confederazione internazionali di organizzazioni no profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, inizia a vendere nei propri stores di Londra prodotti artigianali fabbricati da rifugiati Cinesi controrivoluzionari creando, nel 1964 a Ginevra, la prima Organizzazione Ufficiale di Fair Trade Europea.

Dando uno sguardo alla situazione europea odierna, vediamo come Austria, Belgio, Germania e Olanda primeggino per diffusione di Botteghe FT, mentre l’Inghilterra è al primo posto per fatturato assoluto.

E la Svizzera?

Il nostro paese risulta un’eccellenza nel campo del Fair Trade a livello europeo: con circa 25 etichette presenti in territorio elvetico riunite sotto l’appoggio della Swiss Fair Trade (di cui Ideeali è membro dal 2014) e una spesa di 574 milioni di Franchi nel solo 2015, la Svizzera risulta da più di 10 anni al primo posto per spesa Fair Trade Pro Capite, con un investimento medio di 68 Franchi/abitante circa.

Il Commercio Equo e Solidale rappresenta una sorta di Win-Win: vince il produttore, che accorcia la filiera e risulta in grado di trarre un profitto che non potrebbe altrimenti generare nel mercato d’origine; vince il distributore, che porta avanti un business impegnativo ma soddisfacente, e vince il consumatore, che acquista prodotti artigianali di qualità ad un prezzo concorrenziale, aiutando lo sviluppo sostenibile di paesi in difficoltà.

Spesso i prodotti equo-solidali sono ottenuti attraverso l’utilizzo di materiali per noi inusuali, ai quali viene data una nuova destinazione di utilizzo, risparmiando così l’utilizzo di materie prime.

Ne sono un esempio i nostri ciondoli ricavati con residui di guerra come i bossoli dei proiettili, o i prodotti realizzati con i sacchi di cemento.

Ciò consente di ottenere un prodotto originale evitando di utilizzare materie prime originarie, più costose e meno eco-friendly.

 

Leave a Comment

Your email address will not be published.

*